giovedì 29 settembre 2016

Storia e trasformazioni di S. Giovanni in Ottavo di Brisighella tra l’età romana e il Medioevo

Mons. Mario Toso, Vescovo Diocesi Faenza-Modigliana
Mons. Mariano Faccani Pignatelli, Delegato Diocesano per l’Arte Sacra e Beni Culturali e Direttore dell’Ufficio
Don Mirko Santandrea, Amministratore Parrocchiale Pieve Thò
Davide Missiroli
, Sindaco del Comune di Brisighella
Giorgio Cozzolino, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, Forli-Cesena, Rimini
Chiara Guarnieri
, Archeologa della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.
Sono presenti gli autori.

lunedì 26 settembre 2016

"A capo coperto. Storie di donne e di veli", presentazione a Pesaro

Giovedì 29 settembre 2016 alle ore 18,45 nella sala degli incontri dell’Alexander Museum Palace Hotel (in Viale Trieste, 20 a Pesaro), per la serie “Pesaro Storie” proposta dalla Società pesarese di studi storici viene presentato il volume "A capo coperto. Storie di donne e di veli" (pp. 216, il Mulino 2016) di Maria Giuseppina Muzzarelli (università di Bologna).
Sarà presente l’Autrice.
Oggi uno dice “velo”, e subito l’ascoltatore pensa alla copertura del capo, del volto, dell'intero corpo femminile in uso nel mondo islamico. La prescrizione alle donne di coprirsi il capo apparteneva però alla storia dell’Occidente già prima che Paolo ne prescrivesse l’uso nella famosa lettera ai Corinzi. Lo studio di Maria Giuseppina Muzzarelli ripercorre un costume millenario, documentato dalla Bibbia, dalle statue elleniche, dalle usanze della Roma antica, poi dai padri della Chiesa, dalle normative medievali, ecc., insomma da innumerevoli testimonianze storiche, artistiche e letterarie.
In secoli non lontani il capo coperto era prerogativa delle donne sposate, era la divisa delle religiose, ogni vedova portava il velo del lutto. Il velo era però anche un accessorio alla moda, a volte ricchissimo e prezioso, regolamentato non senza fatica dalle leggi suntuarie dei Comuni italiani perché era elemento fondamentale nello sfoggio di eleganza e di lusso: un po’ come ancora oggi il foulard griffato.
Maria Giuseppina Muzzarelli, ordinario di Storia medievale, Storia delle città e Storia del costume e della moda presso l’università di Bologna, si è occupata fra l’altro di etica economica e di predicazione, di monti di pietà e di banchi ebraici, di leggi suntuarie e del consumo di beni di lusso nonché delle relazioni specifiche che legano le donne  al cibo. Tra le sue opere più recenti Breve storia della moda in Italia e Nelle mani delle donne. Nutrire, guarire, avvelenare dal Medioevo a oggi.
Dopo l’incontro, chi lo desidera può fermarsi a cena all’Alexander Museum Palace Hotel, che fornisce una consumazione a menu fisso, al prezzo di 12,00 € per persona; è richiesta prenotazione (tel. 0721 34441).

domenica 25 settembre 2016

“I Domenicani e le città dell’Italia centrale (secoli XIII-XIX)” convegno a Firenze

E’ ormai divenuto un luogo comune affermare che la storia d’Italia coincide in larga parte con quella delle sue città. E tuttavia non è meno vero: la centralità cittadina e il policentrismo hanno influenzato per secoli il destino della Penisola, tanto più nelle regioni dell’Italia di mezzo, contraddistinte, almeno a partire dal Medioevo, da una fittissima rete di poli urbani.
Ed è in stretto rapporto con l’evoluzione della società cittadina, nell’area grosso modo corrispondente a quella abbracciata dalla Provincia Romana di Santa Caterina da Siena, che il Convegno si propone di rileggere, nel lungo arco cronologico compreso fra il primo insediamento del l’Ordine nelle città e l’età delle soppressioni napoleoniche, la vicenda e l’azione dei Domenicani. Una presenza mai marginale, che ha segnato la vita politica ed economica non meno di quella spirituale e artistica, la storia del pensiero come quella dell’urbanistica e che tuttavia non è stata ancora indagata in tutta la sua profondità, le sue articolazioni, il suo ruolo nella definizione di stili di vita e di valori specificamente urbani, nella crescita culturale delle popolazioni cittadine, nella stessa legittimazione della nuova società scaturita dall’imponente processo di urbanizzazione dei secoli XII-XIII.

La Provincia Romana di S. Caterina da Siena, la rivista «Memorie Domenicane» e la BIblioteca Domenicana di S. Maria Novella Jacopo Passavanti, organizzano un convegno internazionale di studi dal titolo “I Domenicani e le città dell’Italia centrale (secoli XIII-XIX)” che si terrà a Firenze da mercoledì 28 settembre a sabato 1 ottobre 2016 presso la Sala Multimediale del Comune. Il convegno è parte integrante delle iniziative volte a celebrare l’ottavo centenario della conferma dell’Ordine domenicano da parte di papa Onorio III con la bolla Religiosam vitam (1216-2016).
Comitato scientifico:
fr. Luciano Cinelli OP e Franco Franceschi (Università di Siena).
Per consultare il programma completo clicca qui !

venerdì 23 settembre 2016

"Maledetta serpe" presentazione a Milano

Domenica 25 settembre 2016 alle ore 16.00 presso la Sala Conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (ingresso da Via Nirone, 7), Meravigli Edizioni, l’Associazione Culturale Italia Medievale e Archeobooks sono lieti di invitarvi alla presentazione del nuovo romanzo storico di Luigi Barnaba FrigoliMaledetta serpe” (Meravigli Edizioni, 2016). Interviene l’autore. Ingresso libero. La presentazione sarà arricchita da una proiezione d’immagini.
«Ci sono vendette che non si possono ottenere.
Perché ci sono uomini, e donne,
che non si possono sconfiggere.
E forze che non si possono contrastare…»
Anno Domini 1395: dieci anni dopo aver usurpato il trono allo zio Bernabò, Gian Galeazzo Visconti si prepara a diventare Duca di Milano. Nel frattempo, nel cuore della città ambrosiana, la Veneranda Fabbrica lavora alacremente per realizzare la più mirabile cattedrale della Cristianità, il Duomo. Tutti collaborano all’impresa: nobili e popolani, mercanti e artigiani, ricchi e poveri. Ma anche ladri, assassini e prostitute: i donatori maledetti. Alla vigilia del trionfo del Conte, ­compare una dama misteriosa pronta a regalare alla Fabbrica tre splendidi, preziosissimi anelli. In cambio, vuole solo poter raccontare una storia. La storia di una guerra senza quartiere. Di uomini coraggiosi, guidati da grandi condottieri. Di amori e tradimenti, rimorsi e menzogne. Di spie e sicari, principi spodestati e inquisitori a caccia di streghe. Una storia che oltrepassa le Alpi per arrivare fino in Francia, alla corte dei Valois, e in Germania, nei palazzi di Baviera.
La storia degli eredi di Bernabò, assetati di vendetta. La storia di Firenze e di Bologna, ultimi baluardi contro la sfrenata ambizione del tiranno milanese, la maledetta serpe che culla il sogno dei sogni. Cingere la corona d’Italia.
Luigi Barnaba Frigoli, giornalista, è nato a Milano nel 1978. Laureato in Lettere Moderne, con tesi in Storia economica e sociale del Medioevo, è autore di un saggio sulla figura di Bernabò Visconti nelle novelle e nelle leggende tra Trecento e Cinque­cento (Archivio Storico Lombardo, 2007).
Alla dinastia viscontea e al Medioevo lombardo ha ­­dedicato – e dedica ­tuttora – studi e conferenze.
Maledetta serpe è il seguito del suo fortunato romanzo d’esordio, La Vipera e il Diavolo (Meravigli, 2013).
Potete seguire Maledetta serpe e La Vipera e il Diavolo su facebook.com/laviperaeildiavolo

martedì 20 settembre 2016

Reggio d'Arabia. La presenza araba a Reggio e in Calabria

Con la conversazione di Maurizio Loiacono, Premio Anassilaos Giovani 2016, sul tema "Reggio d'Arabia. La presenza araba a Reggio e in Calabria” che si terrà martedì 20 settembre 2016 alle ore 18,00 presso la Sala di San Giorgio al Corso, l’Associazione Culturale Anassilaos inaugura le iniziative autunnali del Sodalizio.
Attenendosi esclusivamente alle evidenze storiche il giovane relatore affronterà il complesso tema del rapporto, in Calabria, tra gli Arabi che dalla Sicilia effettuavano puntate rovinose sul Continente, e i Romei alla scoperta di una presenza (araba) molto più significativa di quanto si pensi.
Per 400 anni, durante il medioevo, gli Arabi sono stati parte attiva del tessuto sociale del territorio calabrese. Guerrieri e mercanti, contadini e muratori, tessitori e artigiani, spie e medici, spesso profughi in fuga da guerre e carestie.
Non deve stupire che questo mosaico della più variegata umanità abbia lasciato tracce indelebili nella cultura della più meridionale delle regioni d’Italia. Le lenti ideologiche deformanti con cui spesso si legge il passato fa si che questi fantomatici “musulmani”, siano stati ora denigrati e dimenticati, ora esaltati quali alfieri di una cultura luminosa, pur restando sostanzialmente sconosciuti e inascoltati, e sempre e comunque avvolti in una patina di stucchevole esotismo.

lunedì 19 settembre 2016

"Il Castello di Carbonana" presentazione a Gubbio (PG)


Venerdì 23 settembre 2016 alle ore 17,30 nel Salone d'onore del Palazzo Ducale di Gubbio (PG) si terrà la presentazione del libro "Il Castello di Carbonana. Storia Archeologia Arte" a cura di Andrea Augenti e Sona Merli.
Interverranno:
Attilio Bartoli Langeli, già dell'Università di Padova
Jean-Claude Maire Vigueur, già dell'Università degli Studi Roma Tre
Erminia Irace, Università degli Studi di Perugia
Con l'occasione sarà possibile visitare il Palazzo Ducale.
Considerati a giusto titolo come una delle eredità più importanti del Medioevo, i castelli sono sempre più spesso oggetto di indagini che, condotte da studiosi appartenenti a vari ambiti disciplinari, beneficiano del fondamentale apporto dell’archeologia medievale e, più in particolare, dell’archeologia dell’architettura e dell’archeologia della signoria di castello.
Un caso di studio esemplare in tal senso è costituito dal castello di Carbonana, che, analizzato con approccio multidisciplinare dal punto di vista materiale, documentario e storico-artistico, si è rivelato un sorprendente luogo di incontro tra macrostoria e microstoria.
Recentemente restaurato, e dunque ancor meglio visibile percorrendo la strada di fondovalle che da secoli collega la città di Gubbio a Umbertide e all’Alta Valle del Tevere, il castrum Carbonane figurava già nel 1192 nel privilegio pontificio con cui Celestino III confermava al vescovo eugubino Bentivoglio il possesso di alcuni siti incastellati strategicamente collocati a presidio del territorio diocesano. Con il venir meno della signoria vescovile, ad avvicendarsi furono due importanti lignaggi cittadini: i ben noti Gabrielli del ramo di Frontone e i Porcelli, di origine fiorentina e di estrazione mercantile, impegnati in un percorso di nobilitazione che avrà il suo coronamento tra Quattro e Cinquecento.
Agli inizi del XV secolo, infatti, Giacomo de Porcellis prese in moglie Checca della nobile stirpe degli Atti di Sassoferrato, la quale aveva sposato in prime nozze un Gabrielli. E fu così che l’antico fortilizio vescovile, entrato a far parte dei beni dei Porcelli grazie a una fortunata alleanza matrimoniale e al termine di un aspro contenzioso avviato dalla ex suocera di Checca, si tradusse ben presto in fondamentale strumento di promozione sociale della stirpe.
Prova ne sia il fatto che già dagli inizi del Cinquecento, forti dell’acquisizione del titolo comitale, i Porcelli legarono indissolubilmente l’onomastica familiare al prestigioso castello di famiglia, sul quale hanno lasciato la loro inconfondibile impronta grazie anche alle modalità di autorappresentazione proprie dell’araldica. Identificandosi infatti in modo totale ed esclusivo con il castrum di cui furono proprietari per oltre quattro secoli e sommando al proprio originario cognome il predicato territoriale de Carbonana, i nuovi signori del castello, dopo una prima fase in cui nelle fonti risultano designati come de Porcellis de nobilibus de Carbonana, divennero i conti di Carbonana o tout court i Carbonana.
Il castello di Carbonana. Storia, archeologia, arte
A cura di Andrea Augenti e Sonia Merli
Firenze, all’Insegna del Giglio, 2016
pp. I-XX; 1-266; 12 tavole genealogiche; 64 immagini; 4 tavole illustrate realizzate da Giorgio Albertini.

domenica 18 settembre 2016

Calambur. La disfida dei Rioni 2016 a Certaldo (FI)

Si svolgera' domenica 18 settembre 2016, salvo imprevisti dovuti alla pioggia, la seconda edizione di 'Calambur, la disfida dei Rioni', la spettacolare competizione storica organizzata dall'Associazione Elitropia tra i sei rioni di Certaldo, il paese di Giovanni Boccaccio. In palio lo stendardo dipinto dall'artista Filippo Capperucci, sul quale e' rappresentato un grande leopardo, simbolo della vitalita' e dell'agonismo positivo del gioco, in un contesto simbolico, contornato dagli stendardi dei rioni. Sei i rioni nei quali tutto il paese (oltre 16.000 abitanti) e' suddiviso: L'Alberone (colori nero e arancione, la parte piu' a sud di Certaldo), La Canonica (colori celeste e verde, la parte a nord), Il Vicario (colori blu e crema, il borgo medievale e il centro urbano basso), I' Mulino (colori viola e giallo oro, la parte tra la ferrovia e il fiume Elsa al confine con San Gimignano e Gambassi Terme) Le Fonti (colori rosso e bianco, frazione di Fiano), I Cipressi (colori verde e bianco, frazione di Sciano - Marcialla).
Calambur e' un evento di carattere storico medievale, il nome della manifestazione, Calambur, nasce infatti dall'unione di Calandrino (uno dei personaggi piu' amati da Boccaccio) e burla, in omaggio alla leggerezza e alla giocosita'. Il corteo storico tra ispirazione dal medioevo e dai personaggi del Decameron, e' guidato dal figurante vestito da messer Giovanni Boccaccio che seduto su un trono assistera' a tutta la competizioni. I giochi sono invece liberamente tratti da usanze e costumi dell'epoca e strizzano l'occhio alle carte dei tarocchi, che proprio nel Medioevo ebbero grande sviluppo.
Ogni rione e' stato infatti abbinato a sorte ad uno degli arcani maggiori: L'Alberone - Il Folle, Canonica - Gli innanorati; I Cipressi - Il Giudizio; Le Fonti - L'eremita; Il Vicario - Il Diavolo; I'Mulino - La Temperanza. E in piazza Boccaccio, i rioni si sfideranno in giochi di abilita', forza e ingegno: 'i cavalieri della sabbia', i contendenti dovranno riempire dei sacchi di sabbia e passare attraverso ostacoli, portando in fondo piu' peso possibile; 'il gioco dei pani', si dovranno lanciare pani lungo un percorso e farli cadere in un canestro; 'il gioco del carro', si dovra' costruire una carriola di legno per portare una tavola colma cipolle perdendone per strada meno possibile; il 'cuore delle dame', due uomini portano una donna e, essendo tutti bendati, dovranno prendere degli oggetti a forma di cuore da una giostra e fare un percorso.
Calambur e' realizzato con la direzione artistica e la regia di Riccardo Diana, i costumi a cura di Marina Sciarelli, le scene di Maria Toesca e le coreografie di Camilla Diana. La kermesse medievale iniziera' alle 15, in caso di pioggia, spiegano in una nota gli organizzatori, l'evento sara' rinviata alla domenica successiva.