lunedì 16 gennaio 2017

"L'antica arte del buon fresco" a Milano

Sabato 21 gennaio 2017, alle ore 16.00 presso la Sala Conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (Ingresso da Via Nirone, 7), Italia Medievale e Archeobooks sono lieti di invitarvi all’incontro “L’antica arte del Buon Fresco” con Patrizia Gioia della Bottega dell’Affresco. Ingresso libero.
Attraverso le immagini del documentario “L’antica arte del Buon Fresco”, che è una dedica cinematografica al mondo dell’affresco, verrete catapultati in un’atmosfera antica, affascinante ed immersiva, che vi svelerà le peculiaretà di questa forma pittorica ormai insegnata e praticata da pochi.
Abbiamo il dovere morale di divulgare e tramandare questa antica tecnica, eccellenza della storia dell’arte italiana; parleremo quindi delle caratteristiche che la rendono eterna ed essenziale, la madre di tutte le tecniche, per capire le ragioni per le quali ha sfidato il tempo nel corso dei secoli, per comprenderle e ammirare davvero i capolavori del ‘300 e del ‘400.
Solo la conoscenza delle fasi di lavorazione e dei materiali usati nel corso dei secoli ci permette di vedere e capire questi capolavori, nati dall’incontro di materiali semplici e naturali: la calce e le terre colorate.
Parleremo degli affascinanti disegni preparatori in terra rossa chiamati Sinopie e di come sono state “scoperte”, del lungo processo di maturazione di un affresco che fa si che i colori e la luminosità di un affresco migliori con il passare del tempo.
Parleremo dell’organizzazione di un cantiere pittorico medievale e rinascimentale, dell’avvento della carta e dell’uso dei “cartoni”, del passaggio dalla tecnica a pontate a quella delle giornate.
Patrizia Gioia vi accompagnerà in questo viaggio con l’ausilio di immagini, schemi ed affreschi per insegnarvi a leggere un affresco, per vederlo finalmente con gli occhi della conoscenza.

domenica 15 gennaio 2017

Splendore e colore: il trionfo degli Smalti di Limoges nell’Europa medievale

In occasione della mostra Lo Scrigno del Cardinale dedicata alla figura del prelato vercellese Guala Bicchieri, Simonetta Castronovo, conservatore di Palazzo Madama e curatrice della mostra, e Angelo Agostino, docente del Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino, incontrano il pubblico lunedì 16 gennaio 2017 alle ore 17.30 per illustrare il successo degli smalti di Limoges e i segreti che si celano dietro la loro produzione. Nella seconda metà del XII secolo Limoges si trasforma da piccolo centro in grande capitale artistica europea, grazie al fiorire di numerose botteghe orafe specializzate nella realizzazione di raffinati oggetti sacri e profani decorati con smalto champlevé.
Una produzione importantissima, che avrà una grande diffusione in tutto il mondo occidentale, dall’Islanda dalla Sicilia, dalla Russia al Portogallo. La fortuna di Limoges si deve a una corte prestigiosa come quella plantageneta, alla posizione strategica lungo il cammino verso Santiago di Compostela e alla presenza di numerose abbazie e fondazioni religiose che favorirono lo sviluppo degli atelier di smaltisti della città.
L’incontro sarà l’occasione anche per illustrare le ricette e i procedimenti tecnici in uso nel Duecento per la produzione dello smalto, per arrivare infine all’Ottocento e alle imitazioni moderne di smalti medievali, che sofisticate analisi chimiche sono in grado oggi di riconoscere e interpretare.
Simonetta Castronovo si è laureata in Storia dell’arte medievale all’Università di Torino, dove ha conseguito nel 1996 il dottorato di ricerca in Storia e Critica d’arte. In questi anni ha approfondito varie tematiche legate all’arte gotica tra Piemonte e Savoia nei secoli XIII e XIV, con contributi sugli smalti e l’oreficeria, la miniatura e la pittura murale del territorio (La Biblioteca dei conti di Savoia e la pittura in area savoiarda, 2002), accanto allo studio delle arti suntuarie nel Medioevo attraverso le fonti documentarie. Dall’ottobre 2000 è conservatore delle collezioni di arte decorativa di Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica di Torino, dove segue in modo particolare le raccolte di smalti e avori (Collezioni del Museo Civico d’Arte Antica. Smalti di Limoges del XIII secolo, 2014; e curatela di Collezioni del Museo Civico d’Arte Antica. Avori medievali, 2016) e le mostre di arte medievale (Il collezionista di meraviglie. L’Ermitage di Basilewsky, 2013).
Angelo Agostino, laureato in chimica, insegna nel Corso di Laurea Magistrale in Scienza dei materiali per i beni culturali del Dipartimento di Chimica organica e inorganica dell'Università degli Studi di Torino. Ha condotto, insieme a Maurizio Aceto, Gaia Fenoglio e Lorenza Operti, una serie di capillari indagini chimiche sui materiali - vetri e metalli - impiegati nelle opere di Limoges e oggi conservati in diversi musei tra cui Palazzo Madama, il Musée du Louvre, il Museo Leoni di Vercelli. I risultati sono stati pubblicati nel volume Smalti di Limoges del XIII secolo. Collezioni del Museo Civico d’Arte Antica di Torino (2013) e presentati in diversi convegni. Ha lavorato al progetto Memip (Medieval enamels, metalwork and ivories in Piedmont), finanziato dalla Regione Piemonte e avviato nel 2010, per lo studio integrato delle opere di oreficeria, smalto e avorio presenti nelle principali istituzioni museali piemontesi, dal punto di vista storico-artistico e scientifico.
Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica.
Ingresso libero all’incontro fino a esaurimento posti disponibili.

sabato 14 gennaio 2017

"De balneis Viterbiensis" presentazione al Museo della Navigazione

Domenica 15 gennaio 2017, alle ore 17.00, presso il Museo della Navigazione nella Acque Interne si svolgerà la presentazione del libro "De balneis Viterbiensis" a cura del giovane ricercatore viterbese, Luca Salvatelli. L'opera mira ad approfondire le peculiarità terapeutiche delle terme di Viterbo mediante l'analisi storico-critica di un trattato della seconda metà del XIV secolo.
“De balneis Viterbiensis” è un trattato della seconda metà del XIV secolo, il primo dedicato unicamente ai bagni e alle sorgenti termali del Bullicame.
Fu composto da un tale maestro Girolamo per il Papa Innocenzo VI (1352-1362) e vi sono descritte con molta precisione le caratteristiche organolettiche e chimico-fisiche delle acque, indicandone anche le virtù curative.
Luca Salvatelli è dottore di ricerca e cultore della materia di Storia dell'Arte Medievale e della Miniatura presso l'Università degli Studi della Tuscia. Ha svolto la sua attività di ricerca in Francia, Germania, Inghilterra e Spagna. Il suo peculiare campo d'indagine si è rivolto in questi anni allo sviluppo della cultura scientifica, medica e filosofica tra XIII e XIV secolo e alla corrispondente produzione miniata legata alla corte pontificia. Ciò ha permesso di fornire innovativi materiali atti a delineare l'evoluzione e l'importanza di tale fenomeno ancora parzialmente negletto.
Oltre all’Autore interverrà Gianpaolo Serone, responsabile del settore editoriale di Archeoares, società viterbese che gestisce il Polo monumentale Colle del Duomo di Viterbo e il Palazzo Bonifacio VIII di Anagni.
L’ingresso alla presentazione è libero e gratuito. L’apertura della sala convegni del Museo della Navigazione è alle 16,45.

venerdì 13 gennaio 2017

I segreti dell’antica miniatura senese

Un viaggio nel passato per scoprire l’arte antica della miniatura e i suoi segreti mentre si degusta un te che ci parla dei profumi di terre lontane, un’abitudine introdotta da Vittorio Alfieri e dai suoi circoli culturali che oggi a Siena riprende vita quasi per incanto. Domenica 15 gennaio 2017 alle 16.00 nella Sala delle Statue del Museo dell’Opera l’appuntamento è con il pittore e storico dell’arte Francesco Mori per la conferenza "I segreti dell’antica miniatura senese: viaggio nei materiali e nei corali medievali dell’Opera Metropolitana di Siena". Non saranno più un mistero i meravigliosi colori delle miniature dei corali conservati nella Libreria Piccolomini. Attraverso le ricette del "De arte illuminandi" il manuale trecentesco scritto da anonimo in latino che descrive tecniche e segreti della miniatura, dalla composizione dei colori alle colle, ai metodi per ottenere una pergamena più lucida, Francesco Mori preparerà alcuni colori con estratti vegetali così come erano usati dai miniatori. Svelate in questo modo le proprietà cromatiche dell’iris, della germanica, del l’erba Gualdana, delle noci di galla e di altre essenze. Ma non è tutto, la conferenza si chiuderà con un’anteprima del corso di miniatura medievale in programma per il 9-10-11 febbraio che si svolgerà nella Libreria Piccolomini riccamente affrescata da Pinturicchio, Aspertini e un giovane Raffaello, uno scenario unico al mondo. Per prenotarsi alla conferenza il numero è’ il seguente: 0577 286300.

giovedì 12 gennaio 2017

"Graal, cavalieri e poeti", presentazione a Torino

Venerdì 13 gennaio 2017 alle ore 21,00 con Fabrizio Manticelli e il libro "Graal, cavalieri e poeti" ed. Yume. Alla Sala Valfrè di Torino via Accademia delle Scienze 11. (ingresso libero fino a esaurimento posti)
Non solo storia per questo libro venato di mistero, Manticelli ci accompagna in un mondo di iniziazione e storie parallele, ampliando il concetto di Graal e di cavaliere con concetti nuovi ed affascinanti.
Il libro entra, con competenza e dovizia di particolari, nel modo dei segni e dei simboli medievali, tratteggiandone origini e senso. Nella prima parte del presente lavoro, l’autore ricerca l’origine del mito del Graal, rilevandone il carattere di universalità attraverso le diverse epoche storiche. Il sacro calice è l’espressione di una sapienza antica, patrimonio della tradizione ermetica occidentale. Nel corso della trattazione, il mito della coppa si fonde con quello della fertilità che assume diverse forme, compresa quella della pietra sacra generatrice, arrivando a indicare un percorso mistico intrapreso dai grandi poeti. Una tradizione iniziatica che si intreccia con lo Stilnovismo e i Fedeli d’Amore, passando attraverso la sapiente mediazione degli ordini cavallereschi. In alcuni tratti, l’opera sembra svolgersi intorno a una gnoseologia cristiana del Graal, dal sapore quasi esegetico. Il mondo iniziatico che abbraccia il sacro calice, nasconde delle valenze alchemiche che l’autore coglie nei suoi aspetti più reconditi.
Fabrizio Manticelli, laureatosi in Architettura presso l’Università di Venezia, indaga da anni sul simbolismo degli edifici religiosi, con particolare riferimento alla Geometria Sacra. Studioso dei culti misterici praticati dalle antiche civiltà e degli aspetti tradizionali legati all’ermetismo, ricerca nel mondo dell’immaginario collettivo e delle sue implicazioni in campo artistico, esoterico e antropologico. Per la casa editrice Yume ha pubblicato I volti della magia, viaggio in una credenza immortale.
 

mercoledì 11 gennaio 2017

La cultura benedettina nel territorio di Pavia

«La presenza benedettina a Pavia è senza dubbio una delle componenti più significative del patrimonio religioso, artistico e, in senso più ampio, culturale della città. È una presenza di rilievo soprattutto a partire dall’epoca longobarda, nel Medioevo, quando il piccolo centro urbano era capitale del regno». La professoressa universitaria Renata Crotti, esperta di Storia medievale, ci tiene a dare valore al passato monastico di Pavia. Nelle sue ricerche, nei suoi studi, ha raccolto negli anni, in particolare, un gran numero di informazioni e fonti storiche locali sull’ordine di san Benedetto, quel santo di Norcia trasferitosi a Montecassino, vissuto nella metà del VI secolo. Renata Crotti ne racconta la storia ed il suo legame con la città lombarda venerdì 13 gennaio 2017 alle ore 21,00 nella Basilica del Santissimo Salvatore, prima del concerto di musiche rinascimentali dell’ensemble “Il giardino delle muse” in programma dalle ore 21,30 alle 22,30 in occasione della festa di San Mauro che si tiene questa settimana per celebrare l’onomastico del discepolo. «Esistono differenti realtà a Pavia vincolate al culto del santo – chiarisce – Prima tra tutte c’è proprio la basilica di San Salvatore, fondata da re Ariperto nel VIII secolo e su cui l’imperatrice Adelaide nel 962 diede vita a una comunità benedettina cluniacense. In secondo luogo non bisogna dimenticare San Pietro in Ciel d’Oro, in età longobarda monastero benedettino. Tra gli edifici non più esistenti, inoltre, si ricordi l’abbazia di Sant’Agata al Monte, riferita a Cuniperga, badessa figlia di re Cuniperto. Invece, all’interno della cerchia muraria c’è il monastero di San Felice e nei pressi del seminario si erge quello di Santa Maria Teodote». Questi ultimi erano conventi femminili: il primo prende origine da Ansa, moglie di re Desiderio, sconfitto dai Franchi di Carlo Magno (ha una cripta molto ricca, nella quale sono ancora oggi conservate le reliquie di numerosi santi, tra cui san Felice, Santo Stefano protomartire, santa Felicita ed il legno della Croce); il secondo è dedicato a Teodote, fanciulla che, dopo essere stata disonorata da re Cuniperto, venne rinchiusa per il resto della sua vita tra le quattro mura del monumento. «Si tratta di un aneddoto infelice – ammette la docente – ma che ha dato vita ad un edificio davvero meraviglioso, che dovrebbe essere riscoperto dai pavesi, perché poco noto: il chiostro del monastero è decorato con archi e formelle in cotto, busti di monache; possiede una cappella quattrocentesca a croce greca con affreschi che lasciano senza fiato». Erano aree di diretta emanazione papale; realtà monastiche regie, esenti dalla giurisdizione vescovile, punti di riferimento non soltanto per il mondo religioso ma anche economico, sociale e politico. La situazione pavese, poi, era peculiare: proprio per il fatto di essere la capitale del regno, la città permetteva a re e regine di fondare molti enti cattolici, dotandoli di ingenti beni. Eppure anche qui si seguiva la Regola di Benedetto, basata su criteri di moderazione e di equilibrio tra esigenze ascetiche e spirito pratico: al centro si poneva la preghiera cantata e la lettura dei testi sacri, cui si affiancava l’esercizio del lavoro intellettuale e manuale (ora et labora).
«San Salvatore, in tal caso, è considerato un tripudio al monachesimo – spiega Renata Crotti – Ha, ad esempio, una cappella intitolata a san Benedetto con la figura del santo che regge nella mano destra il testo della Regola; la cappella di san Mauro, suo primo discepolo e seguace; la cappella di San Martino di Tours che fondò uno dei più importanti monasteri d’Europa; la cappella di san Maiolo, il quale per incarico della regina Adelaide, madre dell’imperatore Ottone I, si occupò del rinnovamento del monastero pavese. È per la loro internazionalità, in realtà, che i monaci benedettini possono essere annoverati tra i fondatori del vecchio continente, essendo il sistema abbaziale l’istituzione unificante principale del territorio. Monasteri e chiese, e qui s’inserisce pure il caso di Pavia, sono gli elementi in comune di un’unica storia che grazie alla radice cristiana ha acquisito un’omogeneità culturale che ci portiamo dietro tuttora. Dobbiamo solo riscoprirla: è impossibile per noi negare le origini cristiane dell'Europa».

martedì 10 gennaio 2017

Medioevo in Libreria 2016-2017, quarta giornata

Sabato 14 gennaio 2017 l'Associazione Culturale Italia Medievale è lieta di invitarvi al quarto appuntamento con Medioevo in Libreria 2016-2017 che avrà il seguente programma:
Ore 11,00: Milano Medievale: Visita guidata alla Basilica di San Vincenzo in Prato. Costo 5 euro per i soci di Italia Medievale, 8 euro per i non associati. Ritrovo davanti all’ingresso in Via Daniele Crespi, 9. A cura di Mauro Enrico Soldi.
Nel pomeriggio nella Sala Conferenze del Civico Museo Archeologico di Milano (Ingresso da Via Nirone, 7) con ingresso gratuito:
Ore 15,30: Medioevo Movie. In Viaggio nel Medioevo.
Ore 16,00: Flavio Crippa, storico e archeologo industriale, Il torcitoio circolare da seta: inizio dell’industrializzazione in Occidente.
Flavio Crippa, fisico ed esperto di tecnologie tessili antiche, ci spiega l’evoluzione della seta in Italia, con particolare interesse sull’importanza del contributo tecnologico che l’Italia ha fornito nell’industria della seta.
Questa conferenza è in collaborazione con La Gaita Santa Maria di Bevagna dove il torcitoio circolare è stato ricostruito.
il torcitoio da seta è la prima macchina operativa complessa che l’uomo abbia mai costruito. Si tratta di una macchina apparentemente molto complessa,ma che in realtà sembra tale perché è densa e ripetitiva. Ha circa due metri di diametro ed è alta poco di più. Esso compare in Italia,a Lucca, intorno al XIII secolo. Si tratta di una delle macchine più interessanti del Medioevo,certamente quella più produttiva. Un torcitoio da 100 fusi richiede infatti due operai contro i cento di prima, ed il tempo per torcere un rocchetto è cento volte minore di quello che si impiegherebbe per torcere a mano.
Complessivamente, quindi, l’invenzione accorcia di circa 10000 volte il tempo di torcitura per una produzione media artigianale. Quattro ordini di grandezza in meno in una sola volta.due sole persone contro cento e una regolarità di torsione mai vista!. Raramente nella storia della tecnica ci si imbatte in simili risultati.Si può sicuramente affermare che la civiltà industriale nasce con i torcitoi da seta. (Flavio Crippa).
La prima immagine giuntaci della macchina si trova nel “Trattato dell’arte della seta in Firenze” del 1486,ma copia di un manoscritto del secolo precedente, ora alla Biblioteca Laurenziana di Firenze.
Sulla base del trattato e con le conoscenze storiche acquisite nel settore, la Gaita ha ricostruito il torcitoio circolare ad energia umana facendone l’unico esemplare funzionante al mondo.å

lunedì 9 gennaio 2017

"L'Ordine dei Predicatori" presentazione a Milano

Venerdì 13 gennaio 2017, alle ore 18,00 l’Associazione Italia Medievale e Urban Center sono lieti di invitarvi alla presentazione del saggio a cura di Marco Rainini e Gianni FestaL’Ordine dei Predicatori. I Domenicani: storia, figure e istituzioni (1216-2016)” (Laterza, 2016) che si terrà presso l’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele II, 11/12 a Milano con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Interviene P. Gianni Festa op.
Gli otto secoli della storia dei Domenicani appaiono tutt’altro che lineari. Nell’Ordine convivono personaggi e vicende quasi contrapposti: si pensi all’impegno costante a favore dei nativi americani di Bartolomé de Las Casas e dei suoi confratelli fra le Indie e Salamanca, e d’altro canto al ruolo dei Domenicani nelle nuove forme dell’Inquisizione, o alle diverse interpretazioni della figura e dell’opera di Tommaso d’Aquino.
Il libro, a ottocento anni dalla fondazione dell’Ordine, ricostruisce il complesso percorso dei Domenicani: dallo sviluppo storico alle istituzioni, dalla predicazione alle figure chiave come Domenico di Caleruega e Caterina da Siena, per arrivare ai protagonisti più vicini nel tempo come Giuseppe Girotti, morto a Dachau, e Pierre Claverie, vescovo ucciso in Algeria.
Gianni Festa, dell’Ordine dei Predicatori, insegna Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Si interessa di due aspetti della storia letteraria italiana: quello religioso e quello della poesia del Novecento. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Osanna Andreasi da Mantova 1449-1505, la santa dei Gonzaga. Lettere e colloqui spirituali (a cura di, con A. Roncelli, Bologna 2007) e Il discepolo e lo scriba: i “fondamenti invisibili” della poesia di Mario Luzi (Bologna 2013).

domenica 8 gennaio 2017

Via alle celebrazioni per il 750 della nascita di Giotto

Il Consiglio regionale della Toscana dà il via alle celebrazioni per i 750 anni dalla nascita di Giotto di Bondone con una conferenza che si terrà domenica 8 gennaio 2017 alle ore 11.00, nella sala del Gonfalone del palazzo del Pegaso. Interverrà Cristina Acidini, storica dell’arte, presidente dell’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze, con Eugenio Giani, presidente dell’Assemblea toscana, e il sindaco di Vicchio, Roberto Izzo.
L’iniziativa sarà presentata sabato 7 gennaio in una conferenza stampa che il presidente Giani terrà alle 12, nella sala Barile del palazzo del Pegaso.
“E’ importante che le istituzioni si impegnino per celebrare l’anniversario giottesco – ha spiegato il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani - in quanto Giotto è stato uno dei più grandi Maestri della Storia dell’umanità e l’ispiratore della pittura moderna. Nato nel 1267 a Vespignano, vicino a Vicchio, 750 anni fa, fu scoperto dal maestro Cimabue e rappresentò l’artista che più di ogni altro diede una svolta epocale alla pittura rispetto alla fase medievale dominata dal modello bizantino dell’icona. Ci ha lasciato una grande eredità, dal Crocifisso nella Basilica di Santa Maria Novella a Firenze alla Capella degli Scrovegni a Padova".
"Ha fondato una bottega ed è grazie alla sua intuizione che oggi Firenze ha il Campanile di Giotto - ha poi aggiunto Giani - tra le iniziative finalizzate a valorizzare questa straordinaria figura ci sono un convegno in primavera, una mostra di artisti contemporanei a lui ispirata qui nel palazzo del Pegaso e un premio d’arte a lui intitolato. Con il direttore degli Uffizi – ha concluso Giani - siamo in contatto per una mostra con il materiale di proprietà del museo”.

sabato 7 gennaio 2017

"Fortezze crociate", presentazione a Milano

Giovedì 12 gennaio 2017 alle ore 18,00 la Libreria Militare, Archeoboks, le Edizioni Terra Santa e Italia Medievale sono lieti di invitarvi alla presentazione dell’ultimo saggio di Giuseppe Ligato “Fortezze crociate. La storia avventurosa dei grandi costruttori medievali, dai Templari ai Cavalieri Teutonici” (Edizioni Terra Santa, 2016) che si terrà nella Sala Conferenze del Civico Museo Archologico di Milano (con ingresso da Via Nirone, 7). Partecipano l’autore e Ilaria Sesana (Edizioni Terra Santa). Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
La Terra Santa e le crociate: non soltanto una controversa e spesso violenta pagina del nostro passato ma anche storie di uomini e delle loro imprese, in una fitta trama di fervore religioso, strategie militari e ingegno edilizio e architettonico.
Ancora oggi molti siti del Vicino Oriente mostrano al turista e al pellegrino il volto impresso loro dagli eserciti cristiani: imponenti fortezze come il Crac des Chevaliers in Siria o il castello di Belvoir in Galilea, ma anche basiliche ed edifici pubblici, non ultima la basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
Questo volume restringe il campo ad alcune fortezze crociate per raccontare storie di pietre ma soprattutto di uomini. Con l’accuratezza dello storico e la passione del pellegrino, l’Autore accompagna i lettori attraverso luoghi e memorie spesso dimenticati anche dagli itinerari turistici, restituendone tutto il fascino e il valore storico e archeologico.
Con un Saggio introduttivo di FRANCO CARDINI.
 
Giuseppe Ligato è uno storico che si occupa di crociate, Ordini monasticocavallereschi e pellegrinaggi in Terra Santa. Collabora da diversi anni con la Custodia francescana di Terra Santa e lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e ha condotto ricerche sui castelli crociati in Giordania. Fra le sue pubblicazioni: La croce in catene. Prigionieri e ostaggi cristiani nelle guerre di Saladino (1169-1193) (2005) e Sibilla regina crociata: guerra, amore e diplomazia per il trono di Gerusalemme (2005).

venerdì 6 gennaio 2017

Al Maschio Angioino tre giorni di sfilate, visite guidate e combattimenti

Un storica "Befana" al Maschio Angioino. Da venerdì 6 a domenica 8 gennaio 2017 si anima il castello voluto da Carlo I d'Angiò all'insegna della storia, del mistero e dell'avventura. La Compagnia del Graal organizza il weekend dell'Epifania per andare alla ricerca del Sacro Graal, tuffarsi nel Medioevo in la collaborazione con "La Rosa e la Spada" e scoprire i nuovi ambienti riportati alla luce attraverso il continuo lavoro delle associazioni Timeline Napoli, Itinerari Video Interattivi e HK Avventura.
Il giorno dell'Epifania i riflettori si accendono la mattina alle 10.30 con la sfilata medievale dei soldatini del Re ed l’ingresso di Alfonso I D’Aragona al Castello, in collaborazione con l’associazione “La Rosa e la Spada”. Saranno visibili armature e vestiario nella sala dell’armeria, tutte ricostruzioni di quelle dell'epoca di Alfonso I e Ferdinando I; si potrà assistere alle dimostrazioni di scherma medievale, con le tecniche tratte dai manoscritti del tempo nel cortile del castello, e osservare la suggestione delle armi giocattolo in epoca medievale. Inoltre, dalle 9:30 si parte alla scoperta con le visite guidate tematiche (anche in lingua straniera) che mirano a diversificarsi tra storia, esoterismo e avventura ma con unico comune denominatore: il legame con il Graal e i luoghi mai esplorati prima da nessuno.

Una delle ultime novità è l'apertura di un percorso che conduce alle "due Cappelle" che si integra all'itinerario "La fortezza del tempo" che dagli spalti conduce ai sotterranei con una antica cannoniera: grazie al team di Timeline Napoli con Enzo De Luzio e Davide Lazzaro, dalle prigioni sarà possibile risalire una scala "segreta" che si spinge lungo la torre che conduce – attraverso due porte – alle Cappelle del Maschio Angioino (Info e prenotazioni 3317451461).

Si potrà scegliere di visitare il Maschio Angioino partendo dalla base di originali ricerche "Graal tra storia e mistero" condotte da Itinerari Video Interattivi con Afro De falco e Salvatore Forte, in un percorso che racconta la storia e le leggende dall’Arco di Trionfo fino alla Sala dei Baroni (Info e prenotazioni 3483976244). Infine, sarà possibile andare all'avventura con un percorso speleologico a cura di HK Avventura con Mauro Palumbo e Mario Cristiano che condurrà i visitatori più temerari, attraverso un pozzo di 30 metri, alla base di una delle torri del castello (Info e prenotazioni 3317451461).

giovedì 5 gennaio 2017

"Tetti e Torri della città antica" visita guidata a Palermo

Secondo appuntamento della rassegna culturale “Culti, balate e tavolate”, ciclo di itinerari e visite guidate tra memorie popolari, suoni e voci narranti, per raccontare i fasti della nobiltà palermitana, i luoghi mistici e i sapori del passato.
“Tetti e Torri della città antica”, questo il titolo del secondo incontro dell’iniziativa – sei itinerari in tutto, in collaborazione con il Teatro Ditirammu –  offre ai partecipanti la possibilità di riscoprire Palermo dall’alto, ammirando il panorama dalla Cattedrale e la Sacra Torre di Santa Cristina La Vetere, in vicolo dei Pellegrini, una traversa di via Matteo Bonello.
Un angolo visuale diverso, che racconta la vita della città : scene e scenari dall’ alto e dentro le storie, all’insegna del fascino del tempo trascorso, delle cantate popolari, dei sapori della Palermo del medioevo e delle storie dell’epoca dei cavalieri.
L’iniziativa avrà luogo domenica 8 gennaio 2017 a partire dalle 10:30, con il raduno dei partecipanti dinanzi all’ingresso della Cattedrale dove, alle 11:00, si terrà una visita guidata tra i tetti.
A mezzogiorno, è prevista una tappa presso la Chiesa di Santa Cristina La Vetere.
Durante la passeggiata culturale, accompagnata nella parte conclusiva dai canti popolari del Teatro Ditirammu, sarà narrata la storia di Cristina, una delle Patrone della città, arrivata da lontano su una nave approdata al Papireto.
A conclusione, tutti i partecipanti gusteranno uno storico e particolare dolce palermitano accompagnato da un calice di vino; la degustazione è fissata per le 13:00.
La prenotazione, obbligatoria, può essere effettuata sia contattando il numero 393.6655232 sia inviando una mail all’indirizzo gebbiaserena@gmail.com.
La quota di partecipazione, inclusiva di guida turistica, auricolari a noleggio, degustazione e intrattenimento del Ditirammu, è di 15 euro a persona per gli adulti e di 5 euro per i bambini.

mercoledì 4 gennaio 2017

"Il Santo Graal" al Museo Leone di Vercelli

Domenica 8 gennaio 2017 alle ore 17.30, presso il porticato di Palazzo Langosco, storica dimora del notaio Leone che si apre sull’orizzonte delle torri cittadine, la chiusura di NataLeone e gli auguri per un felice nuovo anno saranno in compagnia della conferenza del dott. Luigi Russo, docente di Storia Medievale all’Università Europea di Roma, che parlerà di “Il Santo Graal. Un mistero medievale tra storia e letteratura”, un appassionante viaggio per comprendere e fare luce su di una delle più celebri quanto indecifrabili reliquie della Cristianità.
Oggi agli storici sembra chiaro che nel Graal (probabilmente derivato da gradalis, termine latino in origine indicante un piatto) confluiscono differenti tradizioni e la stessa fisionomia dell'oggetto appare alquanto mutevole: all’immagine della coppa - o del vaso - utilizzata durante l’ultima cena, nella quale poi Giuseppe di Arimatea avrebbe raccolto il sangue della passione di Cristo, si sovrappone l’antichissimo mito celtico del calderone del signore degli inferi in grado di riportare in vita i morti. La prima comparsa di tale oggetto nella letteratura medievale risale al "Perceval" di Chrétien de Troyes, opera incompiuta di fine XII secolo nella quale il significato e la stessa forma del Graal non sono però specificati. Proprio l'incompiutezza dell'opera di Chrétien permetterà agli autori successivi (solo per citare i più noti: Robert de Boron, Wolfram von Eschenbach, l'anonimo autore della "Queste del Saint Graal") di ritornare sull'argomento e contribuire dunque, con la loro riscrittura, all’affermazione di una mitologia del Graal destinata a incontrare un successo perdurante fino ai giorni nostri, caricandosi spesso di significati esoterici posteriori al nucleo originario della storia.
Luigi Russo, laureatosi presso l’Università di Bologna, ha conseguito nel 2001 il dottorato di ricerca in Storia Medievale all’Università di Torino, discutendo una tesi sui cronisti della prima Crociata. Dal 2009 è Ricercatore di Storia medievale presso l’Università Europea di Roma dove tiene lezioni presso i corsi di Laurea in Storia e Scienze della Formazione. Collabora con importanti riviste storiche ed è stato revisore scientifico dell’Enciclopedia del Medioevo. È inoltre Socio Ordinario del Centro Europeo di Studi Normanni di Ariano Irpino e dell’Office universitaire d’Études Normandes di Caen, nonché membro del Comitato Scientifico del carnet Mondes normands médiévaux. Dal dicembre 2014 è Redattore del Dizionario Biografico degli Italiani edito dalla Treccani (vol. 82-oggi). E dal settembre 2016 è Advisor della American Academy in Rome.
Al termine della conferenza festeggeremo il nuovo anno con l’aperitivo offerto da Soul Kitchen – Vercelli.
Per partecipare alla conferenza è necessario prenotare al n. 348.3272584 (Servizi Educativi del Museo Leone).
Per l’occasione l’ingresso avverrà da Via Camillo Leone 21 (Atrio della Carrozza).
Per info anche: info@museoleone.it; www.museoleone.it; visita la pagina Facebook del Museo Leone.

martedì 3 gennaio 2017

Il Presepe Vivente di Chiusdino (SI)

Da Greppio a Chiusdino (SI): il presepe di San Francesco.
Gli abitanti dell'Archeodromo di Poggibonsi prendono la macchina del tempo e si trasferiscono nella Chiusdino del XIII secolo.
Venerdì 6 gennaio 2017 torna a Chiusdino l'originale proposta di PRESEPE VIVENTE tenutasi già il 18 dicembre scorso: il presepe DI SAN FRANCESCO, ambientato dunque nel XIII SECOLO.
Ricostruttori storici di qualità e chiusdinesi riporteranno il paese nel medio evo con un'attenzione quasi maniacale ai dettagli. Uno spettacolo molto bello che già nella sua prima rappresentazione ha riscosso grande successo di pubblico e verrà replicato il giorno della Befana.
Incontrerete gli armati di guardia alle porte del castello e popolani per le vie (Pro loco di Chiusdino), artigiani intenti a lavorare (gli archeologi di Archeotipo srl, che animano l'Archeodromo di Poggibonsi) e due menestrelli di gran qualità che suonando e cantando raccontano la storia del presepe di Francesco (Ugo Giulio Lurini e Tommaso dei Movus Amour); arriveranno i re magi e Francesco di Assisi girerà per le strade facendo visita alla natività, allietata da un coro di angioletti.
La rappresentazione si terrà nel centro storico, tra via Camperoni e via Mattei, ambienti intatti del medio evo chiusdinese, a partire dalle ore 15,00 sino alle 19,00.
Il Comune di Chiusdino vi invita pertanto al suo presepe, che dal punto di vista filologico costituisce uno dei più corretti in Italia.

lunedì 2 gennaio 2017

Visita guidata ai sotterranei di San Clemente

Sabato 7 gennaio 2017 visita guidata con Paola Di Silvio ai sotterranei della Baslica di San Clemente in Laterano con appuntamento alle ore 14.45 in Piazza di San Clemente (a pochi passi dal Colosseo) a Roma
Costo della visita guidata: 8 euro (comprensivo di 2 euro per noleggio auricolari). Gratis fino a 12 anni (2 euro nel caso in cui si vogliano comunque noleggariare gli auricolari).
Il biglietto di ingresso agli scavi sotterranei è di 10 euro. Sotto i 26 anni e previa presentazione della carta dello studente, 5 euro. Fino a 16 anni ingresso gratuito.
Per prenotare chiamare il numero 3333380505, oppure inviare una email all'indirizzo disilviopaola@yahoo.it, specificando numero dei partecipanti e lasciando un numero di telefono per eventuali comunicazioni.
Tra le meraviglie della Roma sotterranea, la Basilica di San Clemente rappresenta assolutamente uno dei luoghi più straordinari, antichi e importanti di tutta la città. Visitare la basilica vuol dire infatti intraprendere un vero e proprio viaggio in verticale, per andare alla scoperta della lunga storia della città, osservando il suo continuo evolversi e mutare durante il corso dei secoli. Non lontano dal Colosseo, all'inizio del IV secolo, fu qui eretto un antico titulus dedicato a San Clemente, il terzo papa della storia della Chiesa. Clemente visse ai tempi dell'imperatore Traiano: condannato all'esilio in Crimea e ai lavori forzati in miniera, intraprese una vera e propria attività missionaria tra i soldati e i compagni di prigionia, fatto che gli costò la condanna a morte. Il nostro viaggio in verticale inizierà dal livello superiore, a cui corrisponde l'ultimo edificio voluto da papa Pasquale II, nei primi anni del 1100 e in parte modificato successivamente durante il pontificato di Clemente XI per opera di Carlo Fontana, con tipico gusto barocco, pur mantenendo ben visibile il suo aspetto originario. Straordinari sono infatti i mosaici dell'abside con il Paradiso e l'Apocalisse, la Schola Cantorum già presente nella basilica di IV secolo e la Cappella di Santa Caterina, affrescata da Masolino da Panicale nel XV secolo. Ma è scendendo nei sotterranei che è possibile ammirare tutto lo splendore delle fasi più antiche di questo importante luogo. Luongo le pareti della Basilica di IV secolo potremmo ammirare gli affreschi (IX e XI secc.) che documentano l'ultima fase di vita del contesto paleocristiano, prima del suo interramento per la costruzione della Basilica superiore. Famosi sono gli affreschi con la "Storia di Sisinnio", il prefetto di Roma che tentò di catturare Clemente e che, accecato, ordinò ai suoi servi di trasportare una colonna scambiata per il papa, con la colorita espressione "Fili de pure, traite!". Dalla navata sinistra, in cui si trovano monumenti eretti nel secolo scorso alla memoria si San Cirillo, continueremo la discesa nei livelli inferiori, fino a raggiungere gli ambienti di epoca romana. Tra questi, quello che più colpisce è certamente il mitreo datato alla fine del II sec. d.C., sorto all'interno di un'insula più antica. Continuando a scendere, attraverseremo una serie di vani ad uso commerciale, pertinenti ad un'area pubblica, databile al I sec. a.C.: sotto i suoi pavimenti scorre una sorgente d'acqua, l'ultima grande sorpresa che la Basilica di San Clemente ci regalerà al termine della nostra visita, dopo essere scesi a quasi 20 metri di profondità !

domenica 1 gennaio 2017

Arrivano i Magi nel Presepe Medievale

Dopo il successo del 18 e 26 dicembre 2016, con la partecipazione di 3000 adulti e 900 bambini, l’Associazione Culturale “Nobile Contrada Carraiola” è pronta per l’ultima imperdibile data del presepe vivente medievale, prevista per venerdì 6 gennaio 2017, dalle ore 15,00 alle 19,00. In occasione della festa dell’Epifania, animerà la rappresentazione l’arrivo dei Re Magi che sfileranno in un corteo. L’evento del presepe vivente in costume medievale alla Riserva naturale di Canale Monterano, a 60 chilometri da Roma, è giunto alla V edizione ed è un appuntamento irrinunciabile per  una gita fuori porta.
Il presepe sarà articolato con la ricostruzione scenica del mercato dell'epoca, nella piazza dell' antico borgo di fronte al palazzo Ducale, al Convento di San Bonaventura e alla Fontana del Leone di Gian Lorenzo Bernini, illuminati per l'occasione, dove saranno presenti maniscalchi, mercanti, casari, intrecciatori di vimini, e altri mestieri, con pastori e mandriani che riempiranno gli ampi spazi intorno all'abitato, e dalla scena della natività.
In questo contesto vengono rappresentate molte figure che partecipano alla vita quotidiana del periodo: Arti e Mestieri, Nobili, Cavalieri e il popolo.
L'accesso al presepe avverrà con mezzi propri fino alla località “Comularetto”, passando da Montevirginio, dove si arriverà ad un ampio parcheggio.
A questo punto il pianoro di Monterano è raggiungibile sia a piedi che con il servizio gratuito del bus navetta. La distanza da percorrere è di circa 1500 metri illuminati con cura per l’occasione.
All'interno del presepe verranno offerti ai visitatori i prodotti tipici di Canale come l’olio, il pane storico, il formaggio e il vino.
In caso di pioggia, domenica 8 gennaio sarà una possibile data di recupero. Per chi lo desidera, è possibile avvalersi di una guida, rigorosamente in costume d’epoca, per le spiegazioni storiche del sito (a cura dell’Associazione Lympha 3345987964). Info: Facebook: contradacarraiola, www.contradacarraiola.it.

sabato 31 dicembre 2016

Epifania del Tallero a Gemona del Fiuli (UD)

Venerdì 6 gennaio 2017 a Gemona del Friuli (UD) si rinnova la celebrazione dell’antica usanza che affonda le sue radici nel medioevo: l’Epifania del Tallero. Nello scenario tipicamente medioevale di via Bini, il corteo storico, al suono dei tamburi che cadenzano l’incedere delle dame e dei cavalieri, accompagna il Sindaco fino al Duomo di Santa Maria Assunta, dove ha luogo la Santa Messa.
Le manifestazioni avranno inizio alle ore 10.00 presso la Loggia di Palazzo Boton in piazza del Municipio da cui il corteo alle ore 10.15 si muoverà per raggiungere il Duomo di Santa Maria Assunta dove alle ore 10.30 è in programma la Messa del Tallero. La cerimonia è ricca di gesti rituali, che sono praticamente rimasti immutati fino a noi, e sono gli stessi che la Magnifica Comunità di Gemona ha compiuto per secoli e secoli.
La consegna del Tallero nelle mani del Capitano del Popolo, il corteo dei nobili nei loro ricchi abiti accompagnati dal suono dei tamburi e scortati dal drappello delle guardie, l’animazione medievale e l’esibizione di musici nelle suggestive vie del centro storico sono un’ulteriore motivo di interesse per le persone amanti del medioevo e attente a questa secolare tradizione. Durante la funzione religiosa la Comunità Civile, rappresentata dal Sindaco, offrirà alla Chiesa, ma non più nelle mani dell’Arciprete, in quanto dedito solo alle cose di Dio, bensì in quelle del Diacono, che si fa carico dell’umano, un dono concreto rappresentato da un tallero d’argento, come segno di sottomissione del potere temporale a quello spirituale, il quale provvederà poi a portarlo sull’altare.

venerdì 30 dicembre 2016

"La Cattolica di Stilo" presentazione a Reggio Calabria

“La Cattolica di Stilo” è il nuovo libro di Elia Fiorenza, che sarà presentato venerdì 30 dicembre 2016, alle ore 16.30, nella sala antistante il consiglio comunale presso Palazzo San Giorgio a Reggio Calabria.
Il volume, fresco di stampa edito da Laruffa Editore di Reggio Calabria, “nasce con l’intento primario di fornire uno strumento di agevole consultazione che possa essere punto di riferimento per conoscere la Calabria, da sempre crocevia e baricentro del Mediterraneo”.
Il libro restituisce con puntuale e attenta dovizia di particolari la secolare storia dell’importante monumento, valorizzando in particolare la documentazione medievale, patrimonio culturale spesso difficilmente accessibile, sia per le gravi lacune delle raccolte pubbliche, sia per la difficoltà di esegesi paleografica ed artistica.

giovedì 29 dicembre 2016

Visita guidata alle Mura di Pisa

Sabato 7 gennaio 2016 alle ore 10:30 in occasione delle aperture straordinarie del camminamento in quota delle mura di Pisa, la Cooperativa Impegno e Futuro organizza una visita guidata alla scoperta della storia, dei materiali e delle tecniche costruttive.
Prezzo 7,00 euro a persona (comprensivo di visita guidata della durata di due ore e noleggio auricolari).
Luogo di ritrovo alle ore 10:30 davanti l'ingresso del camposanto monumentale.
Per info e prenotazioni inviare una mail a: info@impegnoefuturo.it oppure telefonare al 050894088 dal lun al ven 9:00-13:00 o al 3493695672.
I lavori di costruzione della terza cerchia urbana delle mura risalgono al 1155. Le date fornite dagli Annales del Maragone non sono chiare: in qualche tratto i lavori di fortificazione si innestarono su difese preesistenti e sfruttarono una situazione idraulica del territorio che forniva di per se delle difese naturali (il fiume Auser). Le aree urbanizzate intorno alla nuova cerchia di mura erano già state dotate di indispensabili dispositivi di difesa esterna, anche se non erano costituiti da vere strutture murarie. Il primo lotto della costruzione iniziò nel 1155 nella zona che attualmente ospita la Piazza del Duomo. Il motivo non era casuale, perché le mura avevano lo scopo sia di protezione alla Cattedrale ed al futuro Battistero, sia per motivi militari poiché il ponte sull’Auser a nord ovest della città costituiva il punto più vulnerabile.

mercoledì 28 dicembre 2016

"Il segno del falco" presentazione a Gubbio

Giovedì 29 dicembre 2016 alle ore 17.00 presso a Gubbio nella Biblioteca Sperelliana - Sala ex Refettorio si tiene la presentazione del libro "IL SEGNO DEL FALCO. Gli Accomanducci di Monte Falcone e un'ipotesi per gli affreschi dell'Oratorio di San Giovanni Battista di Urbino" di Antonio Conti.
Gli Accomanducci sono un'antica famiglia originaria di Monte Falcone, nei pressi di Acqualagna. Farà parlare di sé a cavallo dei secoli XIV e XV, quando entra a far parte del più ristretto entourage dei Montefeltro, a Urbino, ma poi raggiungendo il rango di conti del castello di Petroia, a Gubbio. Il loro stemma raffigurava un falco posato su un monte a tre cime e proprio grazie a questo emblema, Antonio Conti, studioso d'araldica, ipotizza il collegamento degli Accomanducci con una delle più importanti opere pittoriche del gotico internazionale italiano: gli affreschi dell’Oratorio di San Giovanni Battista di Urbino realizzati da Lorenzo e Jacopo Salimbeni intorno al 1416. Ma gli Accomanducci commissionarono almeno un'opera anche a Ottaviano Nelli, pittore di corte dei Montefeltro, amico, collaboratore e socio, come ha osservato Ettore Sannipoli, dei Salimbeni. Insomma, sulle tracce di quest'antica e nobile famiglia per scoprire il ruolo di mecenati di uno dei casati più ricchi e influenti del tempo.
Ne parleranno con l'autore: Patrizia Biscarini, Fabrizio Cece, Ettore A. Sannipoli.
E' un appuntamento del progetto: Gubbio Città in Armi. Guerra e società a Gubbio nel basso medioevo.
Con il sostegno di: Associazione Maggio Eugubino; Società Balestrieri di Gubbio, Associazioni dei Quartieri.